Luis Becedillas, trasmettitore del messaggio evangelico e collaboratore di Liberté

Luis Becedillas, trasmettitore del messaggio evangelico e collaboratore di Liberté

In breve

Luis Becedillas, collaboratore di Liberté, ha dedicato più di vent'anni a visitare carceri e offrire sostegno spirituale e sociale a persone in situazione di carcere, promuovendo speranza e integrazione sociale attraverso attività religiose e aiuto umanitario.

Ci racconta che dal 2014, quando già visitava la Unidad Penal N°15, ha avuto l'opportunità di conoscere al pampa, e in una circostanza cita che gli aveva detto di avere in mente di organizzare qualcosa a livello delle persone in situazione di carcere per poter generare un reddito con cui aiutare le loro famiglie, e che avevano bisogno di un civile, gli chiese se poteva collaborare e lui disse di sì, e da lì cominciò tutto, già dieci anni fa, in quel momento stavo assistendo al padiglione 6, dove portavo la parola cristiana, racconta Becedillas, e venivo una volta a settimana, così come andavo alla Pastoral Universitaria dove ci incontravamo anche con pampa.

Attualmente in Liberté abbiamo corsi biblici, ogni martedì, abbiamo anche incontri con i ragazzi non solo su temi biblici ma anche su temi personali, dove si affrontano diversi tipi di preoccupazioni, questioni familiari, o riguardo ai benefici di uscita, siamo andati nelle case dei loro familiari portando aiuto alimentare, ad esempio, tutto quello che si può fare e che è alla nostra portata lo facciamo.

Formazione spirituale e aiuto

Quando lo si confronta con com'era all'inizio, ci si sorprende di dove si è arrivati, perché è iniziato in un piccolo laboratorio da cui volevano cacciarli, e lì bisognò lottare per resistere, e arrivare oggi a questo è qualcosa di meraviglioso, sorprendente. Ho molti contatti all'interno del servizio penitenziario perché da vent'anni visito le carceri, e racconto loro di Liberté e alcuni rimangono stupiti di quello che si è riuscito a ottenere qui a beneficio delle persone in situazione di carcere, perché questo è l'obiettivo principale.

Su Liberté oggi

Questo percorso ha avuto inizio il 16 marzo 2002, ci racconta Becedillas, e in quel momento visitò la unidad 6, c'erano diverse persone in situazione di carcere detenute per una causa che fu molto famosa qui in Argentina, molto seguita dai media, e iniziammo a visitarle. Dopo fui a Varela, e per diversi anni visitai quella unidad, la 32, anche la 42 e la 31, e poi quando mi sono trasferito a vivere a Mar del Plata, iniziai visitando la 44 e poi rimasi qui nella 15.

Cerchiamo sempre di lasciare un messaggio di incoraggiamento, di speranza, dico sempre loro di cercare di sfruttare bene il tempo, e che questo è un posto in cui venire una volta sola, una volta che se ne vanno di qui che non tornino mai più e che stiano il più lontano possibile.

Le sue visite alle carceri

Mi fa molto dispiacere tornare a vedere persone che se n'erano andate e ritrovarle qui dentro, ma mi dà anche molta gioia sapere che quelli che se ne sono andati non sono più tornati.

E molti di loro li rincontro per strada, li visito, chiacchieriamo, vengo a sapere che hanno intrapreso qualche lavoro, si sono reinseriti nella società e questo mi rende davvero molto felice.

Il messaggio è questo, che sfruttino il tempo, che cerchino di portare via il meglio che possono portare da qui dentro, e che tengano conto anche di Dio, può fare per loro cose che forse l'avvocato o il giudice non possono fare, ma Dio sì, e questo l'ho visto anche in molte occasioni: come Dio ha agito nella vita di molte persone in situazione di carcere per aiutarle ad andare avanti.

Il messaggio è questo, che sfruttino il tempo, che cerchino di portare via il meglio che possono portare da qui dentro, e che tengano conto anche di Dio, può fare per loro cose che forse l'avvocato o il giudice non possono fare, ma Dio sì, e questo l'ho visto anche in molte occasioni: come Dio ha agito nella vita di molte persone in situazione di carcere per aiutarle ad andare avanti.— Becedillas

Fonte: Liberté

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