Inizio della giornata solidale
Partecipazione di Betina Ferrara
Si è aperto un dibattito preliminare all'interno del nostro spazio e si è convenuto di metterla in pratica in un modo adattato alla circostanza della reclusione, pensando alle persone "paria", il cui significato indica che sono quelle persone escluse dai vantaggi di cui godono le altre, e che vengono persino maltrattate quando vengono ignorate attraverso il tipo di trattamento, per essere considerate inferiori.
Attività e momenti della giornata
La colazione, durante la quale si sono degustate tortas fritas, la visita alle installazioni del polo produttivo, l'attività nel laboratorio tessile, dove su tessuti destinati a diventare borse artigianali con una decorazione speciale si è lavorato sotto la guida professionale della "profe", Betina, il pranzo, il lavoro di sublimazione nel primitivo laboratorio di Liberté, sono stati momenti vissuti di una bellissima giornata solidale, piena di empatia, perché di questo si tratta: metterci al posto dell'altro, per sapere cosa sta sentendo in quel momento.
Partecipanti e organizzazione
Nel corso del pranzo, durante il quale si sono degustati dei saporiti tagliolini, con la presenza speciale di coloro che sono stati i beneficiari di questa giornata particolare, hanno partecipato i compagni che si sono occupati dell'organizzazione, come ad esempio il coordinatore dell'evento, il compagno Omar R, il compagno presidente della cooperativa e fondatore dello spazio Taller solidario Liberté, "pampa", le guide spirituali cristiane evangeliche, Luis Becedillas e Cristian; anche se non erano presenti al pranzo, ci sono stati altri compagni che hanno lavorato per questa giornata speciale e significativa, come "Carlitos", Segretario del Consiglio di amministrazione della Cooperativa Liberté e coordinatore delle attività generali nello spazio omonimo, Ariel, responsabile dello storico laboratorio di Liberté, e un'infinità di collaboratori che ogni giorno, in silenzio, danno il proprio contributo a questa bellissima impronta che l'autogestione — raggiunta da persone in situazione di carcere — va lasciando nel cammino, in un vero polo produttivo dove si riuniscono diverse attività: solidali, lavorative, culturali e spirituali.
Chiusura e riflessione finale
Chiusura riuscita di "Un giorno per donare": i volti dicevano tutto, in particolare quelli degli ospiti, riconosciuti come le persone destinate a ricevere una dose di affetto attraverso gli atti di solidarietà.
Fonte: Liberté